sabato 26 giugno 2010

(Missing part.)


Sì, c'è qualcosa che non ti ho mai raccontato, a dire il vero.
Forse ti sarebbe piaciuta questa storia. E' una delle nostre, sai, quelle da quindicenni in crisi di identità che non si risolvono mai, neanche a quarant'anni, per chi ci vuole arrivare a quarant'anni.
Già ti vedo dietro questa pagina bianca che mi fa prendere paura.
Mi avresti scritto che t'avevo fatto piangere, anche se non era vero. O forse sì.
Mi avresti allegato le tue lacrime in copia carbone, un paio di abbracci virtuali, una carezza inconsistente tra i capelli. E poi avresti premuto invio, senza pensarci troppo su. O forse sì.
Io avrei aspettato la tua risposta mentre mi masticavo un sorriso storto tra i denti.
E avrei fatto finta di leggere sotto tutto questo bianco qualcosa che non avresti mai voluto dirmi. O forse sì.
Avrei cercato rifugio nei tuoi spazi personali, perchè i miei avevano già cominciato ad annoiarmi e a starmi troppo stretti.
Non riusciamo mai a fermarci, mi scrivevi.
Senza la nostra irrequietezza smettiamo di esistere, ti scrivevo.
E non era vero niente. O forse sì.

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