Aveva ragione l'imperatore Aleksandr Vil'berdat, a isolare nelle città luoghi speciali per i bambini e le loro madri, gli unici dove veniva permesso loro di stare. Le donne incinte anche loro le mettevano là, dietro uno steccato, e non offendevano con il loro aspetto ripugnante gli sguardi della pacifica popolazione.
Il grande imperatore Aleksandr Vil'berdat capiva l'essenza dei bambini non peggio del pittore fiammingo Ternis, sapeva che i bambini sono, nel migliore dei casi, dei vecchi crudeli e capricciosi. L'inclinazione per i bambini è quasi la stessa cosa dell'inclinazione per i germi, e l'inclinazione per i germi è quasi la stessa cosa dell'inclinazione per la defecazione.
Non ha senso vantarsi dicendo: "Io sono una persona perbene perché amo i germi o perché amo la defecazione". Esattamente come non ha senso vantarsi dicendo: "Io sono una persona perbene perché amo i bambini".
Il grande imperatore Aleksandr Vil'berdat appena aveva un bambino cominciava a vomitare, ma questo non gli ha in alcun modo impedito di essere una persona molto perbene.
Io conoscevo una signora, che diceva che lei ci stava a dormire in una stalla, in una porcilaia con i maiali, nella tana di una volpe dovunque, solo non nei posti dove c'è odore di bambino. Sì, veramente, è l'odore più disgustoso e direi anche: il più offensivo.
Per una persona adulta la presenza dei bambini è offensiva. E ecco, ai tempi del grande imperatore Aleksandr Vil'berdat, mostrare a una persona adulta un bambino veniva considerata la massima offesa. Era peggio che sputare in faccia a uno, anche se lo si beccava, diciamo, in una narice. L' "offesa del bambino" dava origine in genere a un duello all'ultimo sangue.
[Disastri, D. Charms, Marcos y Marcos, 2011]